
In india, nel quattordicesimo giorno di luna nuova di ogni mese, si celebra Śivarātri, “la notte di Śiva”; ma, a cavallo tra febbraio e marzo, a seconda del calendario lunare, si celebra Mahāśivarātri, “la grande notte di Śiva”, la ricorrenza più importante dell’anno per i seguaci di Śiva.

Mahāśivarātri La Grande Notte di Śiva: la celebrazione del dio indiano e del suo matrimonio con la dea Pārvatī
In india, nel quattordicesimo giorno di luna nuova di ogni mese, si celebra Śivarātri, “la notte di Śiva”; ma, a cavallo tra febbraio e marzo, a seconda del calendario lunare, si celebra Mahāśivarātri, “la grande notte di Śiva”, la ricorrenza più importante dell’anno per i seguaci di Śiva.
La celebrazione avviene principalmente durante la notte ed è in onore di questo dio indiano, o meglio, del suo matrimonio con la dea Pārvatī.
Come si celebra Mahāśivarātri La notte di Śiva?
Generalmente le persone osservano il digiuno durante questa ricorrenza – alcuni devoti non bevono neanche un sorso d’acqua – e rimangono vigili per tutta la notte.
Lo Śiva liṅgam (simbolo iconografico del dio) viene venerato attraverso un lavaggio con latte, yoghurt, miele, acqua di rose, ghee etc… ogni 3 ore, mentre si recitano il pañcākṣara mantra Oṃ Namaḥ Śivāyah oppure gli inni e i canti devozionali in onore di Śiva.
Vengono inoltre offerte foglie di bael (Aegle Marmelos), pianta considerata sacra, poiché si crede che in essa risieda la Dea Lakṣmī, ma anche perché la disposizione delle foglie è tripartita ricordando il triśūla (tridente) di Śiva, o i suoi tre occhi.
Si offrono incensi e lumi, fiori e frutti.
Si crede che l’atto di recitare il nome di Śiva con devozione e perfetta concentrazione possa far rimuovere ogni demerito e possa quindi far raggiungere al devoto la dimora del dio portandolo alla felicità assoluta. Ovvero la libertà dalla ruota del saṃsāra, il ciclo delle nascite e delle rinascite.
Nei giorni precedenti, e specialmente durante la notte di Śivarātri, numerosi devoti visitano i templi o i luoghi sacri legati alla mitologia di Śiva. Vengono allora organizzati havan, antichi rituali vedici, attraverso cui chiedere la grazia o invocare l’esaudimento dei propri desideri a Śiva, il cui nome significa “fausto, benevolo”.
Se possibile, ci si reca al fiume per le abluzioni.
Cosa simboleggia questa festività?
Molte donne pregano il dio perchè possano ricevere un marito simile a Lui e perché possano avere una vita matrimoniale felice e prospera.
Śiva, principio maschile per eccellenza, rappresenta la pura Coscienza, mentre Pārvatī, principio femminile per eccellenza, rappresenta la śakti, “il potere, l’energia”.
Essi si incontrano in un matrimonio perfetto, nell’unione divina che crea il mondo.
Questa unione mistica è quindi l’obiettivo dei devoti e dei praticanti che conducono la propria ricerca spirituale verso la liberazione.
Il consiglio è quello di usare questa data di grande auspicio per rendere più profonda la propria meditazione, per dare spessore alla propria pratica e alla propria ricerca spirituale.
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