
La festività di Navarātri (le “nove notti” dedicate alla Dea Durgā) si conclude con il Daśamī (comunemente chiamato Dasahera) un altro giorno di ritualità spirituale molto importante in India. Daśamī significa “decimo” e si riferisce al giorno che conclude il Navarātri e che porta con sé un significato proprio: la vittoria del bene sul male.
Quando si festeggia DAŚAMĪ il Giorno della Vittoria?
DAŚAMĪ il Giorno della Vittoria si festeggia a seguito della Festa di Navarātri, quindi due volte l’anno: in primavera e in Autunno.
Scopri con me questa pratica antica legata alla devozione alla Dea Durgā.

Qual’è il significato di DAŚAMĪ il Giorno della Vittoria?
La festività di Navarātri (le “nove notti” dedicate alla Dea Durgā) si conclude con il Daśamī (comunemente chiamato Dasahera) un altro giorno di ritualità spirituale molto importante in India.
Daśamī significa “decimo” e si riferisce al giorno che conclude il Navarātri e che porta quindi con sé un significato proprio: la vittoria del bene sul male. Infatti è di Vijaya Daśamī che si parla, ovvero il decimo giorno della “vittoria”, parola che traduce quella sanscrita vijaya.
Il calendario lunare prevede comunque due daśami al mese, uno che si riferisce al decimo giorno della quindicina luminosa (luna crescente), l’altro che si riferisce al decimo giorno di quella oscura (luna calante).
Quali sono le tradizioni del DAŚAMĪ il Giorno della Vittoria: la 10a Giornata del Calendario Vedico, la vittoria della luce sulle tenebre
Anche se è un giorno che viene celebrato con modalità diverse in differenti parti dell’India, accade sempre in autunno al termine di Navarātri.
- Quando si tratta di celebrare la vittoria della Dea contro il Demone Bufalo Mahiṣāsura si elogia l’evento dell’uccisione del male come il momento in cui si ristabilisce il dharma, l’ “ordine” dell’universo.
- Le persone portano al fiume una statuetta della Dea Durgā (spesso di argilla o materiale comunque degradabile) e la immergono donandola al flusso delle acque come un’offerta.
Quando invece si tratta di celebrare il Rāmāyaṇa (una delle due grandi epiche indiane) vengono costruite tre enormi effigi imbottite di materiale infiammabile, che rappresentano i tre demoni Ravana, Meghanada e Kumbhakarna, che verranno opportunamente colpite dalla freccia scoccata dal Signore Rāma incendiandosi e riducendosi in cenere. Così, di nuovo, il dharma verrà ristabilito.
Il tema è quindi sempre quello della vittoria della luce sulle tenebre.
Un tema che all’interno di ognuno di noi ricorda la vittoria spirituale delle qualità nobili su quelle più infime e basse e su tutte le fluttuazioni della mente. É la luce della trasformazione spirituale che arricchisce la nostra interiorità rimuovendo l’oscurità e l’ignoranza riportandoci alla Verità.
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